Ora vorrei che Richard Benson fosse qui

Richard Benson lo incontrai mentre stavo annaspando tra troppi miei altrove. Le centinaia di ore trascorse in compagnia della sua voce mi regalarono molte risate e ogni tanto una lacrima di acuta tenerezza. Ora che è morto, pensandoci, lo metto a fianco di certi freak di paese dell’epoca pre-internet e pre-social dentro la quale sono cresciuto. Io mi ricordo bene dei freak di paese, mi ricordo la loro follia e il loro infantilismo e soprattutto mi ricordo la violenza e la compassione che in paese scatenavano. Forse perchè andavano a rimestare tra i nostri dubbi e le nostre paure? E cioè: non è che magari anche noi stiamo vivendo in un mondo tutto nostro? Non è che magari anche noi stiamo vivendo in un mondo che esiste soltanto dentro la nostra testa? Morto Richard Benson, mi sono venute in mente queste e tante altre cose. Perché Richard Benson è stato tante cose. Una biografia assurda e straordinaria. L’indistricabile mescolanza tra realtà e leggenda. Il chitarrista fissato con l’ultratecnica e l’ultravelocità che si prende l’artrosi alle mani. Il volo giù da Ponte Sisto. Le abnormi trasformazioni fisiche. Gli show sfogatoio. Il matrimonio infernale. La povertà. Il ritorno alla musica. Una vita che ha esercitato su di me un fascino spaventoso, credo soprattutto per il fatto che Richard Benson non è nato freak ma lo è diventato. Egli è stato il Cristo Pinocchio, una sorta di Nietzsche del metal, o forse semplicemente un Don Chisciotte. Egli per me – e per molti – è un mondo parallelo, o meglio: è la persistente possibilità di futuri biografici neanche tanto incredibili. La mia ostinazione e la mia dabbenaggine portati all’estremo. Il coraggio che non ho. I problemi psichici che almeno per ora non ho. Ovvero ciò che mi sembra necessario per fare come lui, e cioè: forse percorrere orgogliosamente e fino in fondo una strada che potrei chiamare, ridendo o forse piangendo, la strada della totale libertà. Scelta netta tra l’idea e la realtà. Sposo l’idea e ripudio la realtà. L’antitesi assoluta. Il grande rifiuto. Il totalmente altro. La vita è il nemico. Uomo dell’altrove, Richard Benson l’ho incontrato mentre annaspavo tra troppi altrove. E ora nei suoi confronti, così come nei confronti di tutti gli altri della sua specie, provo forte il desiderio che sia qui.